Ingegneri 3

Notizie, informazioni e iniziative degli Ingegneri della sez. B

Dissenso della Federazione Ingegneri Campania sul parere del CNI

Pubblicato da ingegnereiunior su 16 luglio 2009

Iniziano i primi dissensi sul parere espresso dal CNI, la Federazione Ingegneri Campania nella riunione del 01/07/2009 ha espresso un parere di dissenso da quanto espresso dal CNI nella nota del 17/06/2009. Il parere è stato recepito già dall’ Ordine di Salerno e dall’ Ordine di Napoli.

Nel verbale di riunione al punto due si legge:

“Dopo ampia discussione i presenti esprimono dissenso dalla circolare del CNI del 17/06/2009 sulle competenze degli ingegneri iuniores in quanto:

a) la materia è di competenza degli Ordini Provinciali;

b) sull’ argomento è stata nominata una apposita Commissione da parte dell’ Assemblea dei Presidenti che non si è ancora espressa in merito;

c) il parere è privo di una adeguata e valida motivazione a supporto ed appare penalizzante dando una definizione non condivisibile circa le sue rientranti sulle competenze degli ingegneri iuniores.”

Verbale Riunione Federazione Regionale Campania (1 Lug 09)

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Riunione Ingegneri Iuniores – competenze professionali…

Pubblicato da ingegnereiunior su 15 luglio 2009

L’Ordine degli ingegneri della provincia di Salerno ha indetto una riunione, per discutere del Parere della Federazione Ingegneri Campania nel quale la federazione ha espresso il dissenso sulla circolare del CNI del 17/06/2009 in merito alle competenze degli ingegneri iuniores.

Riunione Ingegneri Iuniores – Competenze professionale ex D.P.R. 5 giugno 2001: interventi degli ingegneri iuniores in zona sismica.

Gentile Collega,
vista la nota di pari oggetto del CNI n.1453 del 17/06/09, qui allegata, il Consiglio dell’Ordine ha deliberato di approvare il parere espresso dalla Federazione Ingegneri Campania, anch’esso allegato alla presente, e di convocare una riunione alla quale sono invitati a partecipare i professionisti iscritti all’Albo interessati.
Alla riunione, fissata per martedì 14 Lug 09, ore 19:00, sede dell’Ordine,  interverranno il Presidente dell’Ordine ing. Armando Zambrano, il Consigliere Nazionale ing. Ernesto De Felice, il Consigliere Nazionale ing i. Antonio Picardi e lo scrivente Consigliere dell’Ordine ing. i. Sergio Pagano.

Contiamo sulla tua presenza, vista la rilevanza dell’argomento e delle posizioni espresse.

Cordiali saluti, Sergio Pagano

Verbale Riunione Federezione Regionale Campania (1 Lug 09)

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COMPETENZE degli Architetti iunior e dei Periti in ZONA SISMICA

Pubblicato da ingegnereiunior su 12 luglio 2009

A distanza di alcuni giorni dall’uscita del parere fuorivante del CNI in materia di progettazione in zona sismica degli Ingegneri iscritti alla sez. B, non solo gli Ingegneri ma anche gli Architetti e i Periti Edili si sono allarmati è hanno tirato fuori dei pareri in merito di competenze.

Il CNA (Consiglio Nazionale degli Archietti) per mezzo del Dipartimento di Magistratura e strategia dell’Archietetto iunior ha redatto un parere sulle competenze per cercare di chiarire le competenze degli Archietti. Il parere del CNA ribadisce in linea di principio le competenze dell’Ingegnere iunior espresse dal Centro studi del CNI (vedi la pagina “Documenti” di questo web log), ma a differenza di quanto espresso in precedenza ribadisce i concetti di costruzione semplice e di metodologia standardizzata, chiarendo che per metodologia standardizzata si intende “procedure e soluzioni mutuate dalla trattatistica e dalla manualistica di settore ovvero, in soluzioni e procedure formulate su criteri che assumano come riferimenti: parametri, dati, misure, indici o valori preventivamente identificati in forma manualistica o normativa., deducendone un prodotto edilizio non necessariamente sempre uguale”. Tale documento però introduce delle limitazione alla progettazione di edifici e complessi vincolati, ovvero di carattere artistico o monumentale. Quello che salta subito come concetto alle successive letture del documento è che gli Architeti hanno inteso ribadire impropriamente che la progettazione in zona sismica è anche di competenza dei professionisti iscritti alla sez. B, perche la costruzione non richieda richieda particolare studio tecnico, non risolvibile con procedure standardizzate.

Competenze Architetto iunior 493-09

Allegato alle competenze architetto iunior 493-09

Anche i Periti industriali edili hanno risposto impropriamente al parere del CNI sulle competenze in zona sismica. Tramite un documento indirizzato al Collegio di Catanzaro, hanno espresso un parere legale sulle loro competenze in campo di progettazione strutturale in zona sismica per “modeste” costruzioni, ribadendo in maniera incisiva che il Servizio Tecnico della Regione (ex genio civile) non può esprimere valutazioni di merito sulle competenze professionali e, per l’effetto, provvedere restituendo gli elaborati di progettazione. Informando impropriamente l’Ufficio Regionale ex genio civile) che tale professionista è competente per le attività di progettazione de qua. In questo senso, l’attuale Testo Unico riproduce in toto agli artt. da 83 al 103 le norme contenute nella Legge n. 64/1974, che annovera i Periti Industriali edili tra i professionisti competenti alle attività di progettazione di opere in cemento armato in zone sismiche.

Competenze Periti industriali edili “zona sismica” 09/06/09 _CATANZARO

I pareri del CNI in merito alle competenze degli Ingegneri civili ambientali sez. B in zona sismica, sono gli unici che vanno contro le competenze di una categoria che ha nel proprio piano di studi la progettazione strutturale in zona sismica. Detti pareri non fanno riferimento alla incapacità di progettazione strutturale in zona sismica e non, dei tanti Ingegneri Industriali e dell’ Informazione iscritti alla sez. A che non hanno mai affrontato nel proprio piano di studi esami specifici per consentigli la progettazione strutturale.

Ricordiamo al CNI che i veri incompetenti in materia di progettazione strutturale anche per mezzo del loro piano di studi,  sono gli Ingegneri Industriali e dell’ Informazione anche iscritti alla sez. A che hanno avuto la possiblità di iscrizione a tutti e tre i settori senza averne le effettive competenze e capacità.

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PROMOSSO A PIENI VOTI IL 3+2

Pubblicato da ingegnereiunior su 10 luglio 2009

Il Politecnico di Milano promuove a pieni voti il 3+2. Da un indagine occupazionale riferita all’anno 2007 realizzata dall’Ateneo lombardo, il mondo del lavoro ha premiato le nuove figure professionali nate con la Riforma. Elevatissimi i tassi di impiego e la soddisfazione dei neoassunti.

Dai risultati emerge che i laureati sono giovani e sono occupati oltre il 70% dei laureati triennali che non hanno proseguito gli studi al politecnico.

Considerando i laureati triennali che non proseguono gli studi in ateneo a parte il 70% occupato in attività lavorative, c’è un 20 % che frequenta corsi specialistici in altri atenei e master di approfondimento e un 10% che opta per altre forme di isctruzione. Insomma chi non lavora, già studia studia ancora a vari livelli; di giovani ingegneri sulla strada sembra non esserci traccia.

Per quanto riguarda la stabilità la situazione dei laureati triennali è molto soddisfacente in quanto il 50% del campione occupa un posto di lavoro a tempo determinato a differenza degli specialistici che sono fermi al 46% del campione.

Il dato del politecnico di Milano non rispecchia quello del Centro studi del CNI nel quale si riporta un valore nazionale di occupazione pari al 28,5%. Il paventato flop del CNI sulle lauree 3+2 non sembra rispecchiare le situazioni riscontrabili in vari atenei italiani. Gli studi del CNI sembrano alquanto strani in relazione al successo del 3+2.

In allegato l’articolo:

01.07.2009 Ilgiornale dell’ingegnere

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Comunicato CUP3 e rassegna Stampa

Pubblicato da ingegnereiunior su 9 luglio 2009

COMUNICATO STAMPA CUP3
Ancora una volta ed a distanza di ben otto anni ormai dall’emanazione del DPR 328/01 ci troviamo a dover perorare la nostra causa contro coloro che invece istituzionalmente ci rappresentano.
E’ di pochi giorni fa l’emanazione da parte del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) di un parere assurdamente restrittivo e gravemente lesivo dei diritti degli iscritti alla sezione B dell’Albo degli ingegneri: il CNI ha di fatto sancito la fine della nostra attività professionale in ambito progettuale e di direzione lavori, creandoci un irreparabile danno economico oltre che di immagine.
L’assurdità sta nel fatto che ad oggi le UNICHE sentenze in materia disponibili sono la sentenza del TAR Campania (n.1314/2006), che ha ribadito il principio ampiamente sancito in giurisprudenza che ciò che non è espressamente vietato dalla norma è consentito, la sentenza del TAR Lazio (per l’annullamento del DPR 328/01) e, in secondo grado, la recente sentenza del Consiglio di Stato (che condannava lo stesso CNI al risarcimento di 26.000 euro di spese processuali), ed in cui viene ribadito che le “attività maggiormente caratterizzanti la professione” sono elencate a mero “titolo esemplificativo e non tassativo”).
Ancor più assurdo è che il parere del CNI contraddice anche lo studio (n.103/2008) effettuato dal suo stesso Centro Studi, il proprio parere datato 17/12/2008, in merito alle competenze degli ingegneri iuniores circa la progettazione, direzione lavori, emissione di certificato di idoneità e
collaudo per interventi di adeguamento sismico, oltre a non tener conto dell’importante richiamo ai principi deontologici che il Comitato Giuridico Consultivo della Regionale Calabria, dello scorso 28 febbraio, predisposto su richiesta della stessa Regione Calabria per la controversia legale in corso proprio in tema di competenze professionali degli ingegneri iuniores.
È del tutto evidente che il parere emanato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, per la cui stesura non vi è stato quel necessario approfondimento (ancor meno dei curricula universitari degli ingegneri iuniores) che una siffatta delicata materia avrebbe richiesto. Oppure, il parere è solo il
primo atto di un oscuro quanto diabolico disegno che prevede la “cessione degli ingegneri della sezione B” in favore dell’istituendo Albo Unico delle professioni tecniche?
Il CUP3 certo non starà alla finestra a guardare cosa si deciderà del nostro futuro Sosterremo tutti i ricorsi che verranno attivati da un parere così irresponsabile e qualora ce ne fossero gli estremi non lesineremo a chiedere anche danni morali e materiali agli interpreti di una “non-legge”.
Il Presidente
Vincenzo Boccassini

Comunicato stampa CUP3

Italia Oggi del 01.07.09 – Ingegneri, è lite sulle competenze



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STOP A SOPRUSI E RESTRIZIONI DEL CNI SULLE COMPETENZE DEGLI INGEGNERI IUNIORES

Pubblicato da ingegnereiunior su 29 giugno 2009

SCARICA IL FAX E INVIALO ALLO

06.68897350 (oggi funziona!!!!)

faxCLICCA SULL’IMMAGINE E SCARICA IL FAX E INVIALO ALLO 06.68897350 (oggi funziona!!!!)

“Gentili colleghi,

grazie all’attività svolta in questi giorni siamo riusciti a sensibilizzare alcuni Ordini provinciali in merito al parere fuorviante in merito alle competenze professionali prodotto del CNI.

Devo dire che la situazione non è di facile ed immediata lettura poichè il documento non è stato recepito, fortunatamente, nello stesso modo da tutte le province, ma stiamo riscontrando particolari problemi laddove eravamo a conoscenza di situazioni ostative: faccio riferimento a Pesaro e Macerata, in Calabria e parte della Sicilia.

Ora è necessario inoltrare il documento che troverete nel questo sito, al Ministero di Giustizia, unico in grado di rispondere al CNI, con parere in merito alle competenze professionali, perchè solo così si potrà palesare l’evidente forzatura del CNI.

Non nascondo le mie perplessità anche su quanto espresso dal Miur che di fatto si è rifiutato di esprimere pareri sulle competenze professionali: prima istituiscono i corsi di laurea, dicendo quali sbocchi professionali hanno, poi ci fanno fare gli esami di profitto ed esami di abilitazione e alla fine dicono che non sanno nulla in materia!

Come vedete le attività da svolgere sono tali e tante che è necessario coordinarle ed avere la disponibilità di colleghi capaci e volenterosi.

Chi ha la possibilità di fare qualcosa o voglia aggregarsi alle iniziative ci dia una mano sin da ora.

Ricordo che è necessario per la sopravvivenza della categoria l’apporto della singola persona, altrimenti rischiamo di diventare succubi dei colleghi della sezione A, i quali intascherebbero le parcelle anche sui nostri lavori…

Dobbiamo mandare quanti + fax possibile al Ministero Giustizia per dire basta agli interventi denigratori del CNI nei nostri confronti.

Vi chiedo gentilmente di divulgare la notizia quanto più rapidamente possibile a tutti i colleghi, oltre a ribadire la necessità di inoltrare fax al Ministero.

Enzo Boccassini”

ALLEGATO: Fax Ministero Giustizia dai colleghi sez.B

DA INVIARE VIA FAX AL 06.68897350

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…ancora sul pare del CNI.

Pubblicato da ingegnereiunior su 24 giugno 2009

Tratto da un commento:

Cari colleghi, mi permetto di commentare il parere del CNI.

Prima di qualsiasi considerazione sul contenuto, vorrei ricordare che la nostra professione è governata da due entità operanti in modo pressochè indipendente. Cito dal sito istituzionale del CNI:
“L’apparato d’autogoverno della categoria professionale degli ingegneri funziona a due diversi livelli autonomi: da un lato opera il C.N.I., dall’altro i 106 Ordini provinciali. E’ preciso compito del C.N.I., attraverso l’emanazione di pareri e direttive, uniformare l’attività dell’apparato sul territorio nazionale, ferme restando le necessarie differenziazioni d’attività legate alle diverse collocazioni territoriali e relative esigenze economico/sociali.”
Ciò vuol dire che il nostro ordine (io sono iscritto a Roma) ha piena competenza per esprimere parere avverso a quello del CNI, motivandolo, ad esempio, con le precisazioni del Presidente uscente (e sicuramente rieletto con plebiscito di tutti gli ingegneri A e B che a Roma grazie a lui sono diventati un unica grande coesa corporazione) Ing. F.Duilio Rossi.

Veniamo al contenuto del documento in questione.
Dal punto di vista della regolarità esso è palesemente incongruo e probabilmente incostituzionale: esso cioè pretenziosamente nega ad una categoria professionale una competenza che la legge e l’università prima, e la prassi poi e fino adora, gli hanno a pieno merito attribuito. La prescrizione del CNI , in via del tutto utopica, potrebbe applicarsi al massimo a coloro che  successivamente alla data della circolare si iscrivono all’università, si laureano e si iscrivono ad un ordine e alla sezione, non è retroattiva, e non può applicarsi a chi già esercita secondo legge.
Per capirci: immaginatevi se oggi il presidente del CNI con un’altra circolare delle sue escludesse da i compiti degli ingegneri la progettazione  architettonica riservandola ai colleghi architetti, o che il presidente dell’omologo organismo per gli architetti, li escludesse (sez.A e sez.B) dalla progettazione strutturale perchè riservata agli ingegneri: non sarebbero atti legittimi.
Solo la giurisprudenza primaria può arrogarsi il diritto ed il potere di intervenire sulle categorie professionali attraverso la costituzione, il DPR, o decreti del ministero della giustizia( che a loro volta non hanno possibilità di cambiare le carte in tavola con troppa facilità, poichè debbono sempre esprimere principi nei limiti della costituzione). Un consiglio nazionale che perpetra da mesi una vana, ingiusta ed incomprensibile battaglia (contro una parte della categoria che rappresenta) non ha alcuna valenza legislativa.

Fin qui le considerazioni sulla legittimità del documento emesso dal CNI. Ma vediamo se è possibile trovarne una logica: un laureato in ingegneria civile con indirizzo strutture, seppur triennale ha fatto propri strumenti analitici e fisici quali il calcolo integrale e differenziale che nel biennio specialistico non vengono approfonditi nè ribaditi, sono comuni a tutti gli ingegneri, tri o quinquennali; per di più nei tre anni ha sostenuto esami quali: tecnica delle costruzioni, scienza delle costruzioni, costruzioni in zona sismica, teoria della trave, geotecnica, fondazioni, strutture per le costruzioni civili, etc. che lo hanno reso un esperto conoscitore della progettazione strutturale, e nel biennio approfondisce il campo scelto: ponti, strutture in sotterraneo, difesa dei suoli, etc. Al contrario, un laureato specialistico in ingegneria delle infrastrutture viarie, ad esempio, che abbia scelto l’indirizzo trasporti, non ha invece la minima idea di cosa sia un carico distribuito, essendo specializzato in reti o studi di traffico (argomento complesso peraltro).

Secondo la circolare in questione il primo, da oggi (e prima??) non ha la possibilità di guadagnarsi da vivere mettendo al servizio della comunità le proprie conoscenze, non potrebbe (il condizionale è d’obbligo) progettare strutture in zona sismica!! (in che zona sismica? zona 1, o zona 1 e 2? o tutte le zone??)

Il parere del CNI rimarrà un mero parere (aggiungerei personale del suo incompetente presidente) dal contenuto CRIMINALE per il danno ingiustificato che rischia di arrecare a migliaia di professionisti in un momento così difficile.
Fortunatamente non potrà che essere tacciato di illegittimità, vedrete. La legge è chiara.

Tratto da una guida del Percorso di Laurea in Ingegneria Civile Facoltà di Messina (3 anni – http://ww2.unime.it/ingegneria/new/index_1024.php):

L’offerta didattica è orientata alla formazione di un professionista che, pur non essendo uno specialista, possieda una solida preparazione delle scienze di base e una adeguata conoscenza dei contenuti delle discipline prettamente ingegneristiche, con particolare riguardo a quelle dell’ambito civile (Scienza e tecnica delle costruzioni, Geotecnica, Idraulica e costruzioni idrauliche, Infrastrutture viarie). Gli insegnamenti riguardano in particolare:
• gli aspetti connessi con la progettazione di elementi strutturali degli edifici, delle opere civili ed infrastrutturali in genere;
• le problematiche relative alla progettazione degli edifici e degli elementi costruttivi realizzabili con tecniche tradizionali o innovative;
• gli aspetti propri della conduzione e della sicurezza del cantiere nonché della gestione del processo costruttivo.
La struttura del quadro formativo si articola in un biennio comune e in un terzo anno, opportunamente differenziato nei seguenti due orientamenti:
Strutture e Protezione Sismica;
• Infrastrutture e Difesa del Territorio.
In particolare, l’orientamento “Strutture e Protezione Sismica” ha lo scopo di fornire le conoscenze di base per l’analisi del comportamento delle strutture soggette, in generale, alle più comuni sollecitazioni e, in particolare, a quelle derivanti dalle azioni sismiche. L’orientamento “Infrastrutture e Difesa del Territorio”, ha lo scopo di fornire le conoscenze di base per svolgere attività professionale nel campo della progettazione, costruzione e controllo delle infrastrutture territoriali (strade, acquedotti, fognature, ecc.).

P.S. (da un collega sez. A)
Da quando ho visto quell’imb..le del mio presidente nazionale in TV ho perso gli ultimi lumi di speranza che qualcosa potesse cambiare nella nostra professione; il documento sugli ingegenri junior mi sembra paradigmatico.
Morale: siamo ancora impegnati a litigarci le briciole che il sistema ci lascia.

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CNI in confusione… un parere al giorno

Pubblicato da ingegnereiunior su 23 giugno 2009

MAPPA SISMICA 08

Il CNI ormai rilascia un parere al giorno. Non si sa da chi vengano redatti questi pareri e su che basi, cioè attraverso quali considerazioni di carattere tecnico, e professionale.

Abbiamo recuperato un recente parere del 17/12/2008, nel quale il CNI dichiarava testuali parole “ai sensi della disposizione citata – a parere del Consiglio Nazionale – la progettazione antisismica può essere di competenza autonoma dell’ingegnere iunior solamente quando essa sia relativa a costruzioni civili semplici, con l’impiego di metodologie standardizzate.” In questo parere il CNI dichiara che le competenze degli ingegneri iunior rientrano nel campo della progettazione antisismica.

Successivamente si aggiunge che “Non è quindi di competenza degli ingegneri iuniores la progettazione antisismica (e relativa direzione lavori, collaudo, ecc.) quando essa comporti, ai sensi della vigente normativa tecnica, l’analisi strutturale dinamica, che è da considerarsi quale “metodologia avanzata”. Neanche qui non si fa riferimento alle fonti per le quali una analisi strutturale dinamica sia considerata una metodologia avanzata e non standardizzata.

Da una analisi di questo recente parere del CNI si nota già una pesante contraddizione con l’ultimo parere del 17/06/2009. Ormai il CNI fa una grande confusione tra metodologie standardizzate e avanzate e non riesce a capire a 10 giorni dell’entrata in vigore delle Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14/01/2008) che non ha senso parlare di progettazione in zona sismica, in quanto l’Italia è tutta sismica ad eccezione della regione Sardegna.

Ricordiamo che (fonte Centro Studi CNI):

Per “PROCEDURA STANDARDIZZATA”, si intende una procedura conforme ad un insieme di regole (siano esse tecniche, metodologiche, pratiche o giuridiche) generalmente applicate in casi analoghi a quelli trattati dal professionista, e dallo stesso adottate per l’espletamento della sua prestazione.

Una riflessione sorge spontanea generalmente nel calcolo e verifica di strutture si applica una analisi strutturale dinamica?

Parere CNI ONLINE 08/12/2008

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SUL PARERE DEL CNI…..passiamo al contrattacco

Pubblicato da ingegnereiunior su 22 giugno 2009

Questo il parere del presidente uscente dell’ordine di Roma. Veramente, a mio parere, un grande ingegnere e sopratutto una grande persona.

Ritengo che lo stato di costruzione semplice e procedura standardizzata siano indipendenti dal tipo di sollecitazione che possa agire sulla struttura che se è semplice lo è per ogni condizione di carico cui è sottoposta e un procedura se è standardizzata lo è altrettanto a prescindere dal carico che agisce sulla struttura.
Quindi si dissente dalla interpretazione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che esclude “tout court” l’ingegnere iunior da una attività cardine della nostra professione.
Viene da chiedersi in quali aree, ad avviso del CNI possa esercitare la professione il collega iunior atteso che il territorio italiano è nella massima parte classificato come sismico.
Sarei curioso di prendere visione della “ampia e approfondita” discussione che si sarebbe tenuta al Consiglio Nazionale – così riporta la nota del cni – per giungere ad una conclusione così tranciante.
Forse una richiesta di accesso agli atti di tutti i colleghi iuniores di Roma non sarebbe una idea sbagliata: la misura del CNI, cari amici, vi colpisce pesantemente nell’esercizio professionale.
Se gli atti non dovessero riportare la “ampia e approfondita discussione” sarebbe interessante conoscere le motivazioni che hanno dato corso alla decisione del CNI.

tratto da un commento di Marco

P.S. Cari colleghi non si scherza sul futuro delle persone ed è per questo che noi non resteremo a guardare, anche se abbiamo perso una piccola parte della battaglia, non pensiamo minimamente di abbandonare il campo, anzi questa volta andiamo avanti con tutte le forze, ci hanno procurato un danno e questa volta qualcuno dovrà pagare.

A giorni vi comunicherò le iniziative da intraprendere.

CNI parere DPR 328/01

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LA PROFESSIONE DI INGEGNERE IUNIOR NON ESISTE PIU.

Pubblicato da ingegnereiunior su 19 giugno 2009

teschio

E’ con grande rammarico che apprendo del parere ufficiale del CNI in merito al Calcolo, Verifica e Direzione Lavori di edifici in zona sismica.
Ho sempre sperato che questo documento non sarebbe mai uscito. Mi sbagliavo, è lo stesso CNI che ci impedisce di svolgere la professione di ingegnere iunior negandoci qualunque progettazione strutturale, in considerazione del fatto che tutta l’Italia è SISIMICA anche alla luce delle nuove normative in vigore dal 1 Luglio 2009.
Con questo parere si chiude ufficialmente bottega, non mi resta che iscrivermi veramente all’ordine dei Geometri tanto che cambia? Nulla, non cambia nulla, ora siamo a tutti gli effetti paragonati ad un Geometra, anzi per di più noi siamo sbeffeggiati da loro in quanto noi come stupidi ci siamo fatti 3 anni di università studiando materie che non possiamo applicare sul campo, una vera e propia PERTITA DI TEMPO.
Mi rivolgo all’Ing. Picardi Antonio che ho conosciuto di persona, chiedendogli perchè non ci ha informati di questo parere? che penso conosca in quanto componente del CNI. Come è possibile aver permesso la diffusione di un tale parere senza informare tutti i colleghi?
Che fine farà a questo punto il ricorso al TAR Catanzaro che era in discussione ieri? le conclusioni le ha già tratte il CNI.
Caro Enzo Boccassini, a questo punto il sito ingegnereiunior.it non ha senso di esistere come tutta la professione di ingegnere iunior, come non ha senso aver sprecato tempo e denaro per un ricorso al TAR che alla luce del parere del CNI è perso di diritto.

Il ricorso lo dobbiamo fare contro il CNI, chiedendo i danni professionali e morali, in pratica ancora una volta dobbiamo farci ricorso contro noi stessi.

CHIEDO UFFICIALMENTE A PICARDI E A BOCCASSINI COSA POSSIAMO FARE A QUESTO PUNTO, VI CHIEDO, CI SONO SPERANZE, SI PUO’ FARE RICORSO O DEVO CONSIDERARE DEFINITIVAMENTE MORTA LA PROFESSIONE DI “INGEGNERE CIVILE AMBIENTALE IUNIOR” ?

Con estrema delusione,
Marco Sabatini
http://www.ingegnereiunior.it

Non rimaniamo a guardare, organizziamoci, aspettiamo la sentenza, convochiamo riunioni in tutte le province, coinvolgiamo gli Ordini, molti dei quelli sono con noi, e l’Università e FACCIAMO STA CAUSA CONTRO IL CNI per danni alla professione anzi per la distruzione della professione.

Pubblicato in: Albo Unico, Analisi Competenze, Competenze Professionali, Ingegnere iunior, Norme Tecniche, Notizie, Ricorso DPR 328/2001, Ricorso REGGIO CALABRIA, Riforma delle Professioni | 93 Comments »

 
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